I bisogni speciali dei bambini plusdotati

I bisogni speciali dei bambini plusdotati

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bisogni speciali bambini plusdotati

I bisogni speciali dei bambini plusdotati: caratteristiche e suggerimenti.

Per un estraneo, sembrerebbe che nulla possa essere difficile per i bambini plusdotati. Dopo tutto questi ragazzi sono in grado di capire, assimilare e comprendere concetti complessi che spesso confondono i loro compagni di classe. In effetti, cosa potrebbe essere difficile per un bambino di talento? Molte persone non si rendono conto che l’alto potenziale richiede un corretto supporto incentrato sulla conoscenza delle proprie diversità, virtù e capacità in aree non direttamente connesse con lo studio e il rendimento scolastico.

Ci sono cinque particolari esigenze specifiche comuni per i bambini ad alto potenziale:

  1. I rapporti interpersonali con i coetanei

Non è raro che i bambini plusdotati abbiano difficoltà a relazionarsi con gli altri. Sono abbastanza intelligenti da riconoscere che sono diversi dalla maggior parte dei bambini. E’ necessario che i genitori accettino questa realtà, negare che vostro figlio è diverso dai suoi compagni di classe servirebbe solo a confonderlo, rendendo la situazione peggiore.

E’ bene parlare con il bambino delle differenze tra le persone. Insegnate ai vostri figli ad accettarle e a essere orgogliosi della loro individualità.

Spesso per questi bambini è più facile esporsi con gli adulti piuttosto che con i compagni. Spiegate al bambino plusdotato che può imparare dai suoi coetanei: potrà mostrare loro le sue passioni e apprendere dai pari i loro interessi sportivi o artistici.

  1. Problemi attentivi

I bambini plusdotati spesso hanno difficoltà a prestare attenzione in classe e, per questo, a volte sono erroneamente diagnosticati come ADD o ADHD (deficit di attenzione e iperattività).

Il bambino gifted che a scuola non ha a disposizione materiale stimolante si annoia e cerca altre cose per tenere occupata la mente o semplicemente sogna ad occhi aperti per passare il tempo.

Questi comportamenti non dovrebbero essere puniti, piuttosto vanno interpretati come un segnale che il bambino lancia poichè ha bisogno di un apprendimento avanzato e differenziato per fomentare le sue capacità cognitive.

  1. La motivazione

I bambini ad alto potenziale possono risentire di: “mancanza di motivazione’’ per alcune delle stesse ragioni che si presentano per i problemi di attenzione. Quando il loro talento non è sostenuto e supportato, si annoiano e diventano irrequieti. Se questa noia entra a far parte del quotidiano, abbandoneranno la speranza che la scuola potrà mai fornire una via per soddisfare le loro curiosità o provare cose nuove. Quando questa speranza non esiste più, i bambini perdono la motivazione a partecipare alle attività di classe e possono non aver più voglia di andare a scuola. Se il vostro bambino inizia a mostrare segni di disinteresse per la scuola, è il caso di prendere provvedimenti per garantirgli un curriculum più sfidante e un piano di studi più coinvolgente.

  1. Ansia da prestazione

I bambini pludotati sin dalle elementari imparano rapidamente come eccellere a scuola rispondendo alle lodi di genitori e insegnanti. A volte però può capitare che inizino a sovra identificarsi con le loro prestazioni: combinate questo con un deficit d’intelligenza emotiva, e avrete ottenuto la ricetta perfetta per l’ansia da prestazione! Infatti, i bambini che s’identificano fortemente con le loro prestazioni inizieranno a temere il fallimento e, di conseguenza, proveranno ad evitare l’assunzione di rischi sfuggendo da qualsiasi attività che percepiscono come troppo impegnativa.

Naturalmente, tali comportamenti finiranno per inibire la crescita riducendo e limitando l’apprendimento necessario utile a formare abilità come la persistenza e la resilienza. I bambini che equiparano le loro prestazioni alla loro autostima spesso diventano perfezionisti e, potrebbero non riuscire a soddisfare le loro aspettative tanto da arrabbiarsi e, nel casi peggiori deprimersi. Invece di vedere gli errori come esperienze di apprendimento, sentono i fallimenti come personali andando piano piano a intaccare e, in alcuni casi danneggiare, la propria autostima. E’ importante che i genitori parlino con i loro ed evidenzino, volta per volta, le differenze tra le prestazioni personali e il loro valore come essere umano.

  1. Comunicazione verbale

I bambini plusdotati spesso devono lavorare sulla comunicazione verbale. Gli esperti concordano nel dire che l’esposizione verbale può essere più complicata in quanto, questi ragazzi devono tradurre le idee complesse nelle loro teste, in un linguaggio che gli altri possono capire. Questo processo può portare il ragazzo a esitare quando si parla: fenomeni come le balbuzie sono dietro l’angolo!

Per aiutare il vostro bambino plusdotato a sviluppare buone capacità di comunicazione verbale, vi consigliamo di incoraggiarlo a gestire e riorganizzare i pensieri prima di esporli evidenziando che è perfettamente normale attendere e chiarirsi prima di rispondere a una domanda.

La comunicazione avviene attraverso diversi canali pertanto invece di concentrarsi su quelli “meno favorevoli” continuate a proporre tutti gli stimoli e i materiali necessari per la loro crescita, come riviste, libri e forniture d’arte, in modo che il bambino abbia la possibilità di esplorare altre vie di comunicazione.

Non siete soli, in italia vi sono diverse realtà che vi potranno supportare. Dall’associazione Step-Net (http://www.plusdotazionetalento.it) al laboratorio Labtalento dell’ Università di Pavia (http://labtalento.unipv.it) fino a strutture ed esperti di Phronesis (http://www.fondazioneeris.it/it/servizi-di-cura/plusdotazione ) e Aistap (www.aistap.org)

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